ARM vs INTEL: il futuro dei microprocessori secondo me.

ARM o INTEL? Cosa ci riserverà il futuro dei microprocessori?
Era questo uno dei temi discussi sabato scorso nella tratta Modena / Reggio Emilia con i mie storici e tecnologici amici Willy e Fry.

ARM è potente… ma non potentissimo.

Il primo indizio lo abbiamo sotto gli occhi: tutti gli applicativi utilizzati in ambito home / office (e non solo) che richiedevano fino a pochi anni fa l’utilizzo di un pc, oggi girano senza problemi su smartphone/tablet dotati di processore ARM.
Anche in ambito server è possibile trovare oggi soluzioni ARM piuttosto performanti, per non parlare dell'”ecosistema Pi” (Raspberry / Orange / Banana) dagli impieghi più disparati.

ARM consuma poco.

Un secondo indizio a favore di ARM sono i bassi consumi con relativa minore dissipazione di calore, ergo impiego mobile.
Non è una magia, questa differenza è data dai due differenti tipi di architettura: di tipo RISC con un “ristretto” set di istruzioni per i SoC ARM, di tipo CISC con un set esteso di istruzioni per quelli INTEL (e AMD). L’architettura semplice consuma meno, quella complessa di più.
Negli anni ARM ha lavorato sodo, le istruzioni si sono evolute mantenendo i consumi bassi mentre INTEL… mmm… ha prevalentemente migliorato i processi produttivi.

Un futuro ARM?

Il risultato è che oggi, nell’era della virtualizzazione, ARM ha raggiunto una maturità tale da poter “fare la mossa” (cit.) e virtualizzare anche le istruzioni x86/x64 dei processori INTEL.
Perché non può farlo anche INTEL? Beh, può farlo, ma l’enorme vantaggio di ARM è che lo abbiamo tutti in tasca e costa molto meno a chi produce i dispositivi.

Scenari futuri in stile film anni ’80

La mia visione è di una supremazia ARM su tutto il segmento consumer/small-business con INTEL legata alle workstation e agli ambienti enterprise server.

Ed ecco a voi un nuovo prodotto: il phonebook! Arriviamo in ufficio, sfiliamo dalla tasca il nostro smartphone, lo appoggiamo su una piccola dock collegata al monitor, tastiera/mouse bluetooth ed ecco il nostro ufficio sempre con noi per consentirci quel dinamismo che la nostra era ci impone, giusto o sbagliato che sia.

Gli indizi a conferma della mia visione sono molti. Lunedì Fry mi segnalava un articolo di arstechnica su dei rumors che vedrebbero nel 2017 Windows su processori ARM con istruzioni X86/X64 emulate. Anche AMD, storico antagonista di INTEL, ha acquistato una licenza ARM ed iniziato a produrre CPU di questo tipo per ambito server.

Chi vivrà vedrà, questa è la mia visione …

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3 commenti

  1. Giacomo

    E direi ci hai azzeccato!

  2. Non ci hai azzeccato…almeno per ora ARM ( CHE NON È UN AZIENDA PRODUTTRICE) è di parecchi gradini sotto in ambito high end consumer

  3. cesarebordi

    Grazie per aver letto il mio articolo!
    Quando parlo di ARM mi riferisco alle nuove architetture che daranno filo da torcere ad Intel. Non sono convinto che Intel sia imbattibile nell’High-End… molto dipende dall’ottimizzazione dei software ed Apple ha mostrato più volte l’importanza della simbiosi HW/SW. Guarda quanta autonomia ha un macbook con MacOS rispetto a Windows con Bootcamp, stesso HW, diverso SO… Oppure come un iPad di prima generazione con 800Mhz di processore e 256MB di ram avesse performance che i Tablet Android hanno raggiunto l’anno successivo con CPU dual core e 1 GB di ram! Apple si sta spostando su architettura ARM, Microsoft con Windows e AMD pure… Non dimentichiamo la fine che ha fatto Nokia…

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